
Accademia Teatro alla Scala. Cenerentola. ©Rosa Arcelloni.
Primo appuntamento del progetto Viaggio nel repertorio del balletto, curato e condotto dalla giornalista e critico di danza Francesca Pedroni, con l’Accademia Teatro alla Scala.
Il progetto Viaggio nel repertorio del balletto del Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto, curato e condotto dalla giornalista e critico di danza Francesca Pedroni, si avventura in un ciclo di conversazioni-spettacolo che attraverso la presenza nello spazio della Fonderia di Reggio Emilia di artisti ospiti tra ballerini e maîtres dei maggiori Corpi di Ballo italiani intende raccontare il dietro le quinte della preparazione di alcune opere esemplari delle grandi stagioni dei Corpi di ballo. Prologo al progetto l’appuntamento di oggi con l’Accademia Teatro alla Scala per raccontare insieme al maestro della Scuola di Ballo Walter Madau e alcuni allievi degli ultimi corsi l’importanza del repertorio come scuola di formazione.
Un appuntamento sul repertorio sulla tecnica del balletto classico-accademico e le sue declinazioni nel rapporto tra danza, costumi, scene e musica dalle prime prove in sala allo spettacolo vero e proprio. Il primo appuntamento vede protagonista l’Accademia Teatro alla Scala che porterà in scena:
VARIAZIONE DI CENERENTOLA
Da CENERENTOLA di Frédéric Olivieri
Su musica di Sergej Sergeevič Prokof’ev
Allieva: Maria Vittoria Bandini
NEW SLEEP (DUET)
Di William Forsythe
Musica di Thom Willems
Allievi: Sienna Bingham, Michele Forghieri
VARIAZIONE DI GELSOMINA
Da LA STRADA di Mario Pistoni
Musica Nino Rota
Allieva: Laura Farina
PASSO A DUE DI MATTO E GELSOMINA
Da LA STRADA di Mario Pistoni
Musica Nino Rota
Allievi: Francesco Della Valle, Laura Farina

Accademia Teatro alla Scala. Grand Tour AFAM. Lucca, gennaio 2025. ©Munari.
Da CENERENTOLA di Frédéric Olivieri, su musica di Sergej Sergeevič Prokof’ev
Variazione, Maria Vittoria Bandini
Grande fiaba del balletto e dell’immaginario collettivo, Cenerentola è da sempre il racconto di un sogno che si fa realtà, complice la vittoria del bene sul male, nel trionfo di valori contrari all’arrivismo come gentilezza e generosità su invidia, ipocrisia, disonestà. Una bella lezione per gli allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala che sotto il profilo professionale li sprona a una crescita tecnico-interpretativa importante, mettendo in moto umanamente un confronto con temi significativi per lo sviluppo della loro personalità di giovani artisti.
Scriveva Sergej Prokof’ev, autore della lirica partitura del balletto che debuttò nel 1945 al Bol’šoj: «Ciò che volli esprimere sopra tutto il resto nella mia musica fu l’amore poetico di Cenerentola e del Principe, la nascita e il fiorire di questo amore, gli ostacoli nel suo cammino e il compimento del sogno», e ancora «ero ansioso di fare un balletto quanto più possibile “danzabile”, con una varietà di danze che si insinuassero nel corso della storia, e offrire ampia opportunità ai danzatori di dare spiegamento alla loro arte».
Su commissione della Fondazione Bracco il direttore della Scuola di Ballo, Frédéric Olivieri, ha firmato una nuova versione di Cenerentola rispondendo agli intenti di Prokof’ev con un grande spettacolo in due atti cucito addosso al talento e alla preparazione dei giovani allievi. Un’onirica produzione di cui la scuola va giustamente orgogliosa, che si avvale delle scenografie dipinte di Angelo Sala, dei costumi disegnati appositamente da Chiara Donato, della collaborazione di allievi ed ex allievi del Corso di sartoria teatrale dell’Accademia e della storica Sartoria Brancato.
Un’opera collettiva che vede in scena più di cento allievi della Scuola alle prese con coreografie ricche di ruoli virtuosistici ed espressivi che intorno ai due protagonisti principali, Cenerentola e il Principe, delineano il contrasto tra bene e male senza appoggiarsi al tradizionale confronto estetico tra bellezza e bruttezza (Matrigna e Sorellastre non sono en travesti, né truccate in modo grottesco), ma lasciando solo alla danza il compito di rivelare la natura umana.
Francesca Pedroni
NEW SLEEP (DUET) di William Forsythe
Musica di Thom Willems
Interpreti: Sienna Bingham, Michele Forghier
New Sleep (Duet) di William Forsythe: la meccanica gioiosa del partnering
New Sleep (Duet) è un cammeo esemplare del dinamismo post-classico di William Forsythe. Maestro indiscusso della continua possibile trasformazione della lingua balletto, Forsythe ha reso incandescente e profondamente contemporaneo il vocabolario classico-accademico. Una creatività vertiginosa in cui il virtuosismo dei danzatori è esaltato e aperto a ogni potenzialità. Incontrato l’anno scorso a Milano in occasione del debutto al Teatro alla Scala di Blake Works V ci disse qualcosa che si rivela illuminante anche per accostarsi al duetto New Sleep:
«Spesso le persone confondono l’accademia, che è il complesso delle regole, la grammatica, con la coreografia, che è l’eccezione. L’accademia prescrive con grande chiarezza i passi come si imparano uno dopo l’altro nel rapporto con la tradizione e la storia, noi, come coreografi, dobbiamo trovare un modo per mostrare ciò che l’accademia dà ai danzatori, facendo loro capire cosa si può fare con l’accademia e dove sta la differenza tra le regole della Scuola e le eccezioni della coreografia». [William Forsythe in Francesca Pedroni, William Forsythe – Il balletto: una gioia tra regole e formidabili eccezioni, Danza&Danza, n. 310, maggio-giugno 2023] Una bella sfida per i giovanissimi danzatori.
Il duetto è costruito sulla musica sferzante di Thom Willems, collaboratore storico di Forsythe. Una partitura piena di sonorità urbane, stridenti, come se la danza svettasse in velocità tra macchinari metallici in azione. Il duetto è un gioco di fiducia tra i partner, lei in punta, un tenersi, sospingersi, lasciarsi andare, ricco di movimenti off- balance. A rimontarlo per i giovani della Scuola, coadiuvati come d’abitudine dai maestri interni, sono stati il danzatore di Forsythe Noah Gelber e Kathryn Bennetts. Insieme a Forsythe dalla fine degli anni Ottanta del secolo scorso quando il coreografo dirigeva il Frankfurt Ballett, Bennetts rimonta il repertorio del maestro statunitense in giro per il mondo da molto tempo. New Sleep (Duet) è il terzo titolo di Forsythe dato alla Scuola di Ballo dell’Accademia: primo The Vertiginous Thrill of Exactitude, indimenticabile con quei rigidi tutù giallo acido, secondo, nel 2019, In the Middle Somewhat Elevated ripreso dalla stessa Bennetts.
«New Sleep in origine è un balletto del 1987 nato per il San Francisco Ballet» spiega Bennetts. «È un titolo che adoro, ripreso negli anni a Zurigo, Anversa, Montecarlo, un pezzo folle, surreale, strano e divertente. Come accade spesso con Bill (diminutivo di William, ndr.), le elaborazioni e variazioni successive sono moltissime. La versione del duetto rimontata per la Scuola è nata per un Gala nel 2011, appositamente coreografata su Katherina Markowskaja del Bayerische Staatsballett di Monaco in coppia con Noah Gelber. Si basa su un duetto che parte dall’originale, ma modificato con parecchie varianti. Ha una sua atmosfera, è fresco, attuale, adattissimo per la Scuola. Sviluppa una splendida meccanica del partnering, un po’ come nel rock&roll, e quando i ragazzi sono intelligenti e di talento si prendono il rischio di viaggiare nella velocità, è uno sfida continua nello spazio. Tornare alla Scuola di Ballo dell’Accademia è del resto per me sempre una gioia. Quando sono venuta per In the Middle ho lavorato con Linda Giubelli, Giorgia Pasini, Daniele Bonelli, e ora li ritrovo in grandi compagnie, rispettivamente alla Scala, al San Carlo di Napoli, a Düsseldorf. Frédéric Olivieri ha impostato la Scuola come preparazione al professionismo dando ai ragazzi l’abitudine ad approcciarsi fin da giovanissimi alla coreografia, è una cosa rara che dà i suoi frutti».
Francesca Pedroni
Da LA STRADA (SUITE) di Mario Pistoni, su musica di Nino Rota
Variazione di Gelsomina – Laura Farina
Passo a due del Matto e Gelsomina – Francesco Della Valle, Laura Farina
“La strada” di Mario Pistoni. Tra Fellini e la danza, Gelsomina rivive in una suite di estratti
È il 1966 quando, al Teatro alla Scala, debutta La strada di Mario Pistoni. Un capolavoro pervaso da un toccante sentimento di nostalgia e di piccoli, fragilissimi momenti in cui la felicità sembra possibile. Ma è una illusione. La musica è di Nino Rota. Il racconto ispiratore è l’omonimo film di Federico Fellini, con una Giulietta Masina indimenticabile nel ruolo protagonista di Gelsomina. Gira per il mondo con Zampanò, nel film un violento Anthony Quinn, burbero artista di strada che si guadagna il lunario spaccando catene con la forza dei pettorali. Anima pura, fanciullesca, è quella del Matto, suona il violino, è sensibile come Gelsomina. In palcoscenico nel 1966 il Matto è Mario Pistoni, Gelsomina Carla Fracci. Avrà in seguito il volto di Oriella Dorella, Alessandra Ferri, Gilda Gelati. Primo ballerino del Teatro alla Scala dal 1951, Pistoni è Romeo accanto alla prima Giulietta di Carla Fracci nella storica versione di John Cranko del 1958. Due anni dopo debutta come coreografo.
La strada è un balletto narrativo, cinematografico non solo nell’ispirazione ma nella tridimensionalità della messa in scena, con piani di azione simultanei. Racconta una storia di povertà quotidiana, di speranze tradite, legata a un mondo caro all’immaginario di Fellini, quello del circo, intrecciando la tecnica classica a tanti altri stili della modernità, dal tango al jazz. Un titolo pieno di ruoli, che offre ai giovani allievi la chance di misurarsi con i sentimenti e la narrazione attraverso la danza.
Per la Scuola di Ballo si è deciso di rimontare da La strada una suite di estratti. A farlo Guido Pistoni, nipote di Mario, ballerino cresciuto al Teatro dell’Opera di Roma che ha interpretato in passato e che cura tuttora il repertorio dello zio. Guido Pistoni: «Per la Scuola di Ballo abbiamo scelto di evitare le scene più drammatiche del balletto originale come quella della morte del Matto. In accordo con il Maestro Olivieri ho lavorato sulle parti più ballate e sui personaggi del circo, facendo finire il balletto sulla scena onirica dei tre Pierrot insieme a Gelsomina». La suite di estratti parte con una scena collettiva che coinvolge numerose coppie di allievi, alcuni bambini dei primissimi corsi, e, naturalmente, Zampanò (guest l’ex primo ballerino della Scala Mick Zeni) e Gelsomina. Si inizia con un tango in pieno spirito di festa. Gelsomina appare con il suo piccolo tamburo appeso al collo, i capelli corti un po’ arruffati, quello sguardo sorridente che già stringe il cuore. La suite continua con l’esibizione di Zampanò, il tiro all’anatra, il matrimonio e la danza jazz. L’avventura di Zampanò con una donna di strada intristisce Gelsomina. La sua variazione è uno dei punti più commoventi del balletto. Molti i personaggi che Gelsomina incontra poi: i musicisti, il Matto, con cui balla un passo a due esemplare nel comunicare le personalità dei due protagonisti, i soldati, le ragazze sandwich, le ballerine, i Pierrot.
«Fellini e Giulietta Masina erano felici del balletto» ricorda Guido Pistoni. «Quando poteva lei veniva a vedere La strada. Ci fu una volta a Roma in cui mio zio a fine spettacolo la chiamò in palcoscenico, chiedendo alla prima tromba dell’orchestra di suonarle il motivo di Gelsomina. Che pathos! I ragazzi hanno lavorato molto bene, concentrati sul piano tecnico e interpretativo. Nelle settimane di prova, coadiuvato dai maestri, li ho visti maturare artisticamente. Sono contento che questo lavoro italiano sia stato ripreso».
Francesca Pedroni
FONDAZIONE ACCADEMIA TEATRO ALLA SCALA
Istituitasi come Fondazione nel 2001, l’Accademia Teatro alla Scala vanta in realtà oltre due secoli di storia, grazie alla vocazione che il Teatro milanese ha sempre dimostrato in ambito formativo, sin dal 1813, anno in cui nasce la Scuola di Ballo, considerata ancora oggi fra le istituzioni più accreditate per l’insegnamento della danza.
Avvalendosi di un corpo docente in cui figurano gli artisti e i professionisti del Teatro alla Scala, a cui si affiancano i maggiori esperti del settore, ormai la Scuola scaligera copre pressoché tutte le professioni dello spettacolo dal vivo. offrendo un ampio catalogo di corsi distribuiti in quattro dipartimenti: Musica, Danza, Palcoscenico, Management. Un catalogo che comprende corsi di formazione, di alto perfezionamento, corsi di diploma accademico di I e II livello che conferiscono titoli equipollenti a quelli universitari, nonché Master di I livello, workshop e stage estivi.
DIPARTIMENTO DANZA
Il Dipartimento Danza, diretto dal 2003 da Frédéric Olivieri, tornato recentemente a dirigere anche il Corpo di Ballo scaligero, conta corsi che interessano ogni fascia d’età e ogni esigenza formativa in ambito coreutico. Oltre alla Scuola di Ballo, il Dipartimento annovera un corso quinquennale di propedeutica alla danza, che ha lo scopo di avvicinare alla danza bambini dai 6 ai 10 anni attraverso attività ludico-espressive, un Corso di perfezionamento in danza classica e contemporanea, per danzatori che vogliono affinare la propria preparazione grazie all’approfondimento di diversi stili coreutici e metodi coreografici e un percorso accademico di primo e di secondo livello, che intende formare insegnanti di danza classica di elevato profilo professionale.
Il cuore del Dipartimento è costituito dalla Scuola di Ballo. Fondata nel 1813 da Francesco Benedetto Ricci ha visto avvicendarsi alla direzione celebri ballerine e prestigiosi maestri ed ha formato artisti di calibro assoluto. Bastino solo i nomi di Carla Fracci, Liliana Cosi, Luciana Savignano, Oriella Dorella, Roberto Bolle, Nicoletta Manni. Articolata in otto anni di corso, conferisce un diploma dalla duplice specializzazione in danza classico-accademica e danza moderno-contemporanea, in linea con le esigenze delle grandi compagnie internazionali che richiedono ai ballerini professionisti la padronanza di un repertorio sempre più ampio e diversificato.
Durante gli studi gli allievi partecipano a diversi titoli della stagione del Teatro alla Scala e si esibiscono su importanti palcoscenici, in Italia e all’estero. Fondamentale per la loro crescita artistica l’interpretazione delle più note coreografie dei maestri di ieri e di oggi come Marius Petipa, August de Bournonville, George Balanchine, Maurice Béjart, Anton Dolin, Mario Pistoni, Mauro Bigonzetti, Mats Ek, William Forsythe, Jiří Kylián, José Limón, Roland Petit, Angelin Preljocaj, Demis Volpi. Inoltre, hanno creato appositamente per la Scuola di Ballo Davide Bombana, Shantala Shivalingappa, Matteo Levaggi, Emanuela Tagliavia, Valentino Zucchetti. Si segnalano, infine, le nuove versioni coreografiche dei grandi titoli del repertorio firmate da Frédéric Olivieri come Lo schiaccianoci, Cenerentola (su commissione della Fondazione Bracco), La fille mal gardée.
Critico di danza del quotidiano Il manifesto e della rivista Danza&Danza. Per il canale Classica HD (o Sky Classica, canale 124) ha lavorato come autrice e regista della serie Danza in Scena, più di 70 documentari dedicati ad artisti come William Forsythe, Pina Bausch, Alessandra Ferri. Per il cinema ha scritto e diretto il docufilm Roberto Bolle. L’arte della Danza prodotto da Classica e Artedanza srl. Ha curato la collana di dvd I capolavori della danza, edita da Classica HD e dal Corriere della Sera. Insegna Storia della danza all’Accademia Teatro alla Scala dal 2000. Conduce gli incontri di balletto per gli abbonati Under30/35 del Teatro alla Scala.
BIGLIETTI
Biglietto unico: 6 euro
ACQUISTO BIGLIETTI
- ONLINE: https://www.biglietteriafonderia39.it/home.aspx
- Biglietteria della Fonderia: la biglietteria apre mezz’ora prima dell’inizio dello spettacolo (via della Costituzione 39, Reggio Emilia).
I biglietti non sono numerati.
CONTATTI PER PRENOTAZIONI
Cell e whatsapp 3341023554